"C'è qualcosa di magico nel teatro non verbale: è in quel silenzio pieno di tensione che il pubblico si ritrova in un ascolto diverso, più intimo, più attento. In Piazza Tebaldo Brusato, la rassegna "Lucciole di Teatro" ha regalato agli spettatori, soprattutto piccolissimi, uno di quei momenti, grazie allo spettacolo "Nido" firmato Teatro Telaio. E' il teatro fisico, poetico, che da anni contraddistingue la "Trilogia degli affetti" di Angelo Facchetti. Dopo l'amicizia raccontata in "Storia di un bambino e di un pinguino" e l'amore di "Abbracci", "Nido" si concentra sul tempo dell'attesa che precede l'arrivo di un figlio. Sul palco, due uccelli. O meglio: due attori, Michele Beltrami e Paola Cannizzaro, che si muovono con la grazia di chi conosce il linguaggio dell'altro alla perfezione. Nessuna parola, solo gesti, sguardi, mimica e la potenza di un corpo che racconta più di mille frasi, Un'intesa fatta di sguardi e improvvisi silenzi, di inciampi e di invenzioni buffe. Il pubblico, dai più piccoli agli adulti, ride, si emoziona, si riconosce. L'attesa del pulcino si mette in scena, ma non con retorica o spiegazioni: si racconta attraverso il gioco, la fatica di costruire insieme, le piccole frustrazioni, i fallimenti che insegnano, le soluzioni che arrivano solo quando si smette di complicarsi la vita più del dovuto. Facchetti firma un lavoro che accarezza il cuore senza mai spingerlo troppo. Il ritmo è delicato, il linguaggio universale. E il messaggio arriva chiaro: crescere, come famiglia o come persone, significa fare spazio. Spazio per accogliere, per sbagliare, per ricominciare. Lo spettacolo si rivela così un piccolo gioiello di tenerezza e intelligenza, cha ha saputo parlare a tutti senza dire una parola, che ha dimostrato cosa significa aspettare qualcuno con amore, quanto sia difficile - e meraviglioso - preparare il posto giusto"
Nido
Due uccellini costruiscono un nido per il loro uovo che sta per schiudersi. Un omaggio a tutti i genitori imperfetti.
- Età consigliata
- dai 3 anni
- Con:
- Michele Beltrami e Paola Cannizzaro
- Drammaturgia e regia:
- Angelo Facchetti
- Consulenza per la partitura fisica:
- Alessandro Mor
- Scenografia:
- Giuseppe Luzzi
- Costumi:
- Giovanna Allodi e Riccardo Vento
- Scenotecnica:
- Mauro Faccioli
- Musiche:
- Alberto Forino
- Foto di scena:
- Mario Barnabi
- Trailer e video:
- Moira Della Fiore
Una coppia di uccelli che si muove in sincronia, come chi si conosce bene e si capisce al volo. Un’armonia che genera un uovo. Perfetto. Bellissimo. Fragile. La cosa più preziosa.
Pieni di felicità i due uccellini cominciano a costruire un nido: lo vogliono grande ed accogliente per proteggere il loro uovo nel migliore dei modi. Servono pazienza, ingegno, immaginazione e volontà e i nostri due volatili ne hanno in abbondanza. Eppure… ogni volta che sono ad un passo dalla fine, qualcosa va storto.
Solo dopo innumerevoli e comiche sconfitte, che metteranno a dura prova le loro certezze e la loro armonia, i nostri eroi capiranno come l’importante sia disfarsi del superfluo per arrivare all’essenziale.
Lo spettacolo è il terzo capitolo di una “trilogia degli affetti“ dedicata ai più piccoli che sperimenta un linguaggio teatrale senza parole e con pochi oggetti. Nei capitoli precedenti si è parlato di amicizia al di là delle differenze (Storia di un bambino e di un pinguino) e di amore (Abbracci). Nido vuole parlare ai bambini di come i loro genitori li hanno attesi, con gioia e trepidazione, preparando con tutta la loro cura e il loro amore il posto giusto in cui farli crescere.
Lo spettacolo si accosta dunque con ironia e delicatezza al tema dell’immediatamente “prima” della nascita. Parla di come una famiglia che cresce debba mettersi continuamente in gioco, litigare a volte, senz’altro chiedere aiuto, poter contare su un’intera comunità e non demordere mai.
Un modo sorridente per far scoprire ai bambini tutta la dedizione e la cura che hanno permesso il loro arrivo. Un omaggio a tutti i genitori imperfetti.
INFO ACCESSIBILITÀ: VEDI SEZIONE MEDIA-KIT.
Si ringrazia CANOSSA CAMPUS DI BRESCIA per la cortese ospitalità.
Recensioni
"Una parabola secca, come lo sanno essere solo le favole, ad alto potenziale simbolico. Senza parole, immagine pura, perché l’emozione è il migliore conduttore di calore e di senso, che rende obsoleto il linguaggio verbale. Non è un caso che anche la poesia, che di parole si serve, nel suo stato di grazia ammicca al non detto, all’ineffabile. Nido, ultima produzione del Teatro Telaio che conclude la Trilogia degli affetti, riesce a trovare la saldatura giusta (poetica) tra tenerezza ed educazione civica. E’ un racconto sulla genesi, anzi sulla preistoria di un neonato, su quel cantiere d’amore che è necessario al suo concepimento, alla sua venuta al mondo. E l’amore non è la consumazione ego riferita del presente, ma un progetto di futuro che coniuga il politico e il privato. Sul palcoscenico troviamo una coppia di gazze che zampettano in reciproca empatia. Dalla loro liaison nasce un uovo – trovata visionaria: viene calato dall’alto come un deus ex machina - e comincia la gestazione, la consegna della nuova vita, che è ancora in embrione ma implica la febbre dei preparativi dell’accoglienza. I due genitori si affaccendano con premura. Devono costruire il nido, la culla protetta ma i loro sforzi sono maldestri e il manualetto di istruzioni per l’uso fai da te non li aiuta. Qualche litigio, una richiesta di aiuto al prossimo, che non sortisce buoni risultati, finché la Natura, qui madre e non matrigna, fornisce la soluzione, che è la più semplice, elementare e appartiene alla fisiologia del suo essere. La Natura non ha sovrastrutture, ideologie o pregiudizi, compie miracoli a km zero. Basta un ramoscello per fare da recipiente all’uovo da cui eromperà la creatura, è l’amore che costituisce la conditio sine qua non. Tutto qui. Intrattenimento leggero e calibrato, adatto all’età anagrafica del pubblico (dai tre anni in su), ma che già si avventura in territori gnostici, quelli della conoscenza, perché il Nido fa riflettere su cause ed effetti, sulla laica religione della vita, sullo stare insieme come comunità, sulla famiglia e sul teatro stesso come strumenti della trasmissione culturale. La platea (grandi e piccoli) ha gradito e partecipato festosamente. Michele Beltrami e Paola Cannizzaro, mimi e corpi d’attori, sono stati encomiabili, sobria ed efficace la regia Angelo Facchetti."
"Bravissimi i due attori Michele Beltrami e Paola Cannizzaro e deliziosa la regia di Angelo Facchetti, che con l'uso di pochi e semplici materiali riesce a dar voce alle emozioni e ai sentimenti. E soprattutto a dare un senso ad una storia d'amore che coinvolge non solo metaforicamente il pubblico, chiamato anch'esso sul palco a contribuire alla costruzione del nido."
"E' uno spettacolo dolcissimo, dedicato ai più piccoli, e "consolatorio" per i genitori che rivivono, tra le risate dei figli, tutta la perplessità del ritrovarsi mamma e papà. (...) Non servono, davvero, la parole. Basta la bravura dei due attori e tutto lo stupore dei bambini che traspare guardandoli negli occhi."
Lo spettacolo è stato selezionato presso i seguenti festival
Long lake family festival, Lugano (Svizzera) – 2019
Au Bonheur Des Momes, Le Grand Bornand (Francia) – 2018
Festebà, Ferrara (Italia) -2018
Segnali, Milano (Italia) – 2017
International Theatre Festival for Children 100, 1.000, 1.000.000 stories, Bucarest (Romania) – 2017
Segni New Generation Festival, Mantova (Italia) – 2017
Media Kit
Foto di scena in alta risoluzione, scheda tecnica e materiali stampa dello spettacolo, pronti da scaricare.
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