Anne Frank

Tre attori musicisti raccontano la vicenda di Anne Frank, evocando il disperato e grottesco clima di quegli anni.

Età consigliata
dai 10 anni
Durata
50 minuti

Regia:
Matteo Rubagotti
Con:
Asnesio Bosnic, Alessandro Calabrese, Pietro Mazzoldi

Foto di scena e video:
Fabrizio Guarisco
Anne Frank

Spero che ti potrò confidare tutto, come non ho potuto fare con nessuno, e spero che sarai per me un gran sostegno.

Anne Frank - Diario

Tre musicisti si lanciano nella temeraria impresa di mettere in scena la tragica vicenda di Anne Frank con il solo ausilio dei loro strumenti (contrabbasso, chitarra, spazzole, vibrafono e oggetti di uso comune) e di un apparato scenico costituito da casse, bauli, rubinetti e catafalchi trafugati alla bisogna durante la loro tournée.

Nell’affrontare la messinscena di un testo, basato su una scrittura originale, che offre spunti di riflessione su tali e tanti temi di rara profondità e difficoltà, la compagnia ha deciso di sfruttare, per quanto possibile, il potere evocativo del teatro, la sua pregnanza ed efficacia nell’evocare il ricordo anche recondito e nell’ispirare l’immaginazione dell’ignoto. In un concerto fantasmagorico che spazia dal tragico al grottesco, con l’ausilio di voci narranti, effetti sonori e visivi, gli spettatori saranno condotti a vivere una realtà abbastanza simile a quella che per lunghi mesi ha affrontato quotidianamente la famiglia Frank, nei suoi aspetti claustrofobici, aberranti, ma anche buffi e ludici, divenuti normali nel clima disperato e grottesco di quegli anni. L’Alloggio Segreto non è descritto o rappresentato, non c’è distanza fra attori e spettatori. Il mondo interiore – ed esteriore – di Anne prenderà vita grazie a coloro che l’ascolteranno e potranno così vedere, attraverso i suoi occhi, uno scorcio della realtà che ha vissuto.

“Ogni giorno sento che la mia mente matura, che la liberazione si avvicina, che la natura è bella, che la gente attorno a me è buona, che questa avventura è interessante. Perché dunque dovrei disperarmi?”

Data la vastità degli argomenti e dei problemi toccati direttamente e indirettamente nel “Diario”, durante il lavoro di costruzione dello spettacolo, la compagnia si è concentrata sulle seguenti tematiche: la percezione della guerra, l’adolescenza (rapporto genitori-figli, il primo amore), la cultura come antidoto alla follia, il potere narrativo ed evocativo della musica.

Lo spettacolo è stato pensato per poter essere realizzato, oltre che su palcoscenico, anche in spazi ristretti o di dimensioni flessibili o che integrino l’area di seduta del pubblico e l’area di recitazione.

INFO ACCESSIBILITÀ: VEDI SEZIONE MEDIA-KIT.

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