"A parità di ignoranza, l’output generato da un LLM risulta più fluido, articolato, persuasivo di quello prodotto da un essere umano privo di competenze. Ma è un’efficienza simulativa, non cognitiva. E proprio per questo, più l’utente è inconsapevole dei limiti strutturali del modello, più è esposto al fascino della forma e all’equivoco dell’affidabilità. Il risultato è una nuova dinamica sistemica, che potremmo chiamare epistemia: non più solo disinformazione (distorsione del contenuto) o infodemia (sovraccarico informativo), ma una condizione in cui la produzione del sapere è colonizzata dalla sua apparenza. Un’epidemia di testi verosimili che simulano razionalità, argomentazione, autorevolezza — senza alcuna garanzia di fondamento."
EPISTEMI.A.
Come convivere con l'I.A. se hai meno di 18 anni
Un progetto che nasce dall'incontro tra adolescenza e Intelligenza Artificiale. Domande su temi universali e sul confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è.
- Età consigliata
- dai 13 anni
- Durata
- 50'
- Con:
- Lorenzo Bacci, Bianca Corsini, Gabriela Dalla Vecchia, Maria Letizia Di Muro, Nada El Habib, Eleonora Fregoni, Diego Garbin, Pietro Guarneri, Giorgia Longo, Chiara Mussetola, Sofia Stoppa
- Drammaturgia:
- Angelo Facchetti e Bianca Corsini
- Regia:
- Angelo Facchetti
L'epistemia è la confortevole illusione di conoscenza prodotta dall’interazione con l’IA, là dove la plausibilità simulativa del discorso fluente e la coerenza narrativa sostituiscono l’efficienza cognitiva e l’affidabilità dei dati.
Il progetto nasce dall’incontro tra teatro, adolescenza e intelligenza artificiale.
La scena è essenziale: pochi oggetti, un gruppo di giovanissimi interpreti e una successione di domande. Domande semplici solo in apparenza, che attraversano temi universali e profondamente personali: l’amicizia, la libertà, l’amore, la memoria, il dolore, la fiducia.
In un primo momento il pubblico è chiamato a confrontarsi direttamente con questi interrogativi; successivamente le stesse domande vengono rivolte a un’intelligenza artificiale, che restituisce risposte coerenti, sensibili, persino emozionanti. È proprio in questo slittamento che si apre il cuore dello spettacolo: cosa accade quando una macchina sembra comprenderci? Quale differenza esiste tra una risposta autentica e una risposta semplicemente plausibile? E quanto siamo disposti a credere a ciò che ascoltiamo?
La messa in scena non si propone di offrire risposte definitive su una tecnologia che sta trasformando rapidamente il nostro presente, ma di aprire uno spazio di riflessione intima su ciò che significa conoscere, ricordare, fidarsi e riconoscersi.
Attraverso un linguaggio che intreccia movimento corale, relazione diretta con gli spettatori, registrazioni audio e testimonianze personali, “EPISTEMI.A.” costruisce un percorso che mette in discussione il concetto stesso di conoscenza. Il titolo richiama infatti il termine greco epistème, il sapere, ma ne accosta immediatamente una possibile distorsione: l’illusione di sapere, l’impressione di comprendere il mondo attraverso strumenti che elaborano informazioni senza necessariamente possederne l’esperienza.
Per gli adolescenti, oggi immersi in un ecosistema digitale in cui le intelligenze artificiali sono sempre più presenti nei processi di studio, comunicazione e costruzione dell’identità, questo tema assume una particolare rilevanza. Lo spettacolo non affronta l’IA come un problema tecnico né come una minaccia da demonizzare. Al contrario, prova a osservarla come uno specchio: una presenza capace di riflettere desideri, paure, fragilità e bisogni profondamente umani.
Da qui possono nascere numerosi spunti di confronto in ambito scolastico: il rapporto tra informazione e conoscenza, il valore dell’esperienza vissuta, la costruzione della fiducia nelle relazioni digitali, l’autenticità delle emozioni e il ruolo della memoria nella definizione della propria identità. In un tempo in cui diventa sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è simulato, “EPISTEMI.A.” invita a coltivare il dubbio, l’ascolto e la consapevolezza come strumenti fondamentali per abitare il presente.
La genesi del progetto
“EPISTEMI.A.” vede in scena dieci studenti delle scuole superiori che sono stati protagonisti di un percorso di formazione a cura di Teatro Telaio in collaborazione con l’IIS Don Milani di Montichiari (BS). Loro sono le domande, loro sono i monologhi e le riflessioni che scaturiscono a fine spettacolo nel dialogo con gli altri studenti.
Chiave di partenza è la convinzione che la complessa tematica dell’Intelligenza Artificiale e il rapporto che il mondo adolescente intrattiene con essa possa essere più facilmente veicolata sul palco grazie alla presenza di attori di pari età rispetto al pubblico di riferimento.
Una peer to peer education che dalle assi del palcoscenico arriva in platea attraverso un processo di identificazione e quindi di credibilità difficilmente ottenibile attraverso la mediazione di una figura adulta in scena. Gli attori in scena non interpretano un ruolo e non si fingono personaggi ma lasciano emergere le loro singole personalità e individualità, restituendo quella sincerità e trasparenza che generano empatia e immedesimazione da parte del pubblico.
Una proposta originale e un tentativo di rompere gli schemi del teatro che entra nella scuola: una forma inedita che arriva a completamento di anni di ricerca da parte di Teatro Telaio nell’ambito del teatro fatto da e con gli adolescenti.
Come parte integrante dell’esibizione è previsto un momento di dibattito post spettacolo tra gli attori e il pubblico di pari età così da stimolare ulteriori riflessioni a margine dell’esibizione sottoforma di dialogo e confronto.
INFO ACCESSIBILITÀ: VEDI SEZIONE MEDIA-KIT.
Recensioni
"Ci stiamo ammalando di epistemia, l'illusione di sapere cose solo perché l'AI le scrive bene. L'intelligenza artificiale è molto brava a farci credere di sapere cose che non sa. E noi ci stiamo convincendo di conoscerle, mentre ci affidiamo a risposte che suonano bene."
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