"Arcipelago è una sapiente ed emozionante installazione, concepita come una vera e propria educazione umana e sentimentale, dove protagonisti assoluti sono i bambini che sono invitati ad esplorare in un grande spazio tutto da scoprire, un luminoso arcipelago, composto da diverse particolari isole, piccole tendine luminose, custodi di mondi di misteriosa sostanza, che creano un vero e proprio piccolo mare, di cui si sentono perfino le onde. Ogni bambino, ogni bambina, mossi da alcune parole di magico spessore (ascolta, guarda, senti, racconta) vi si immerge dentro, rispondendo ai diversi stimoli, suggeriti da ogni isola, creando un proprio diario emozionale che poi viene condiviso con tutti."
Arcipelago
Un viaggio tra isole magiche pronte ad accogliere tutti i piccoli naufraghi che vorranno aprire il loro cuore.
- Età consigliata
- dai 7 ai 12 anni
- Durata
- 40 minuti
- A cura di:
- Angelo Facchetti e Francesca Franzè
- Performer:
- Mariasole Dell'Aversana o Sofia Gaida
- Scenografia:
- Angelo Facchetti e Giuseppe Luzzi
- Ambientazioni sonore:
- Alessandro Calabrese
- Scenotecnica:
- Alessandro Calabrese e Asnesio Bosnic
- Allestimento e tecnica:
- Erika Natati
- Costumi:
- Laura Montefusco
- Foto di scena:
- Mario Barnabi, Paolo Sandri, Ruben Vuaran
- Trailer video:
- Davide Manfredi, Fabrizio Guarisco
Arcipelago è un’installazione teatrale agita e resa viva dai bambini che vengono immersi in un contesto simbolico in cui possono riconoscere alcune metafore dentro le quali orientarsi.
L’operatrice accoglie i bambini fornendo poche indicazioni e proponendo loro alcune suggestioni.
A quel punto saranno pronti ad esplorare l’arcipelago e le sue diverse isole: piccoli porti sicuri sparsi nel mare, pronti ad accogliere un solo naufrago per volta. Alcune installazioni prevedono un contatto, una manipolazione, un’interazione tattile e multi sensoriale. Altre si limitano alla sola contemplazione, lasciando che la vista e la percezione di un oggetto o di un micromondo siano da stimolo per elaborare una risposta o il fluire delle parole.
Al termine dell’esplorazione, l’operatrice richiamerà i navigatori per un momento conclusivo in cui ascolteranno, insieme, le voci di alcuni bambini che hanno vissuto l’esperienza prima di loro.
Il percorso può essere allestito sia in luoghi al chiuso, se oscurabili, sia all’aperto, al tramonto.
ARCIPELAGO ha vinto l’EOLO AWARD 2023 come MIGLIOR PROGETTO.
Premio speciale della giuria tecnica presso il FEP Festival – “Moja kuća, moje ostrvo” (La mia casa, la mia isola) con la seguente motivazione:
“Una composizione teatrale completa, che unisce scenografia, musica, luci, regia, drammaturgia e pubblico in un’esperienza immersiva e trasformativa. Un viaggio interiore in cui i veri protagonisti siamo noi stessi”.
Premio assegnato dalla giuria dei bambini presso il FEP Festival – “Dobro drvo” (L’Albero buono) per lo spettacolo più vicino ai bambini.
Premio Nazionale di Teatro per Ragazzi Emanuele Luzzati, IV ed. Città di Santa Margherita, 2025
Menzione di merito con la seguente motivazione:
“La Compagnia Teatro Telaio con lo spettacolo Arcipelago dimostra una sensibilità verso una ricerca artistica trasversale rispetto ad una convenzione teatrale, aperta al mondo dell’installazione contemporanea e all’esperienza immersiva per lo spettatore.”
Progetto realizzato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.
INFO ACCESSIBILITÀ: VEDI SEZIONE MEDIA-KIT.
Recensioni
"L’esperienza più significante del Festival, dove finalmente l’Infanzia è stata posta totalmente al centro di un percorso artístico originale e condiviso, è stata l’installazione del Teatro Telaio "Arcipelago", creata da Angelo Facchetti e Francesca Franzè, una vera e propria educazione umana e sentimentale, agita dai bambini stessi che qui, e questa volta, è stata immaginata al calar della sera in un parco di Vimercate. I bambini sono stati invitati ad esplorare un luminoso arcipelago, composto da diverse particolari isole, delle piccole tendine luminose, custodi di mondi di misteriosa sostanza, sparse sul prato, diventato un vero e proprio piccolo mare, dove si sentono perfino le onde. Ogni bambino si è potuto dunque immergere dentro, rispondendo ai diversi stimoli suggeriti da ognuna delle isole. Ascolta, guarda, senti, racconta, sono stati i comandamenti a cui i bambini hanno dovuto sottostare. Ogni isola custodisce qualcosa da scoprire dove su un cartiglio sono scritti degli indizi, delle parole che suggeriscono cosa fare, di volta in volta. In alcune si può solo osservare, in altre ascoltare, in altre ancora parlare, avvicinando la bocca a un microfono bianco che cattura le parole e i pensieri che in quel momento attraversano la mente dei bambini. Essi sono invitati ad osservare e a osservarsi, a porre piccole e grandi soluzioni, a scrivere lettere e pensieri, a ricordare momenti belli e brutti, ad ascoltare , a narrare sogni, a scoprire e disegnare nuovi mondi. Le testimonianze scritte e verbali lasciate dai partecipanti formeranno una specie di diario emozionale che sarà poi ogni volta condiviso da tutti."
"Lo spettatore sceglie cosa fare o non fare, gestisce il proprio tempo, partecipa, si ritrae, indugia, passa oltre, torna indietro. Ogni volta un nuovo incontro con sé e sempre la possibilità di lasciare che qualcosa accada. È bellissimo giocare con le isole di Arcipelago, ma, se mai le incontrerete - e noi speriamo di sì – provate anche a sostare ai bordi, a osservare dall’esterno: vedrete bambini e adulti nuovamente bambini aggirarsi curiosi e rapiti tra i punti luminosi di una misteriosa costellazione, performer inconsapevoli di atti di poesia. Consigliato per i bambini di tutte le età."
"Arcipelago è un gioco, un insieme di isole, in ogni isola una piccola prova. Teatro Telaio – cura e ideazione del progetto Angelo Facchetti e Francesca Franzé – ha immaginato un’esplorazione in cui i bambini (soli o accompagnati dai genitori) navigano tra una tenda e l’altra, piccoli coni bianchi illuminati e sparsi su un pavimento-mondo, scoprendo cosa c’è in ogni misterioso teepee ma scoprendo anche qualcosa di sé, e questa è la gemma lucente di Arcipelago: i bambini sono chiamati prima a capire cosa è loro chiesto (sfida d’ingegno) – scostare una tavola, aprire un cassettino, innaffiare una piantina nascosta… – e poi a decidere se accettare la richiesta, se stare al gioco o ritrarsi fino alla prossima prova. Ci sono domande su questioni molto intime e si può sussurrare la risposta dentro un microfono, è un segreto, puoi dire quello che vuoi; e ci sono domande aperte al mondo, che ti fanno guardare fuori e pensare a te in collegamento con gli altri e con l’ambiente, amici, famiglia, insegnanti, alberi, animali. In una delle tende più belle c’è una corda con un nodo: se vuoi fare pace con una persona cui tieni sciogli il nodo e la lite sarà svanita. Già, perché il rancore ti tiene legato. (...)"
"Ma forse il progetto più interessante del 2022 non è uno spettacolo, ma una vera e propria esperienza, in cui finalmente l’infanzia viene posta totalmente al centro di un percorso artistico originale e condiviso. Parliamo de l’installazione del Teatro Telaio "Arcipelago”, creata da Angelo Facchetti e Francesca Franzè. Si tratta infatti di una vera e propria educazione umana e sentimentale, agita dai bambini stessi, che sono invitati ad esplorare un luminoso arcipelago, composto da diverse particolari isole, piccole tendine luminose custodi di mondi di misteriosa sostanza, che creano un vero e proprio piccolo mare, in cui si sentono perfino le onde. Ogni bambino, mosso da alcune parole di magico spessore (ascolta, guarda, senti, racconta) vi si immerge dentro, rispondendo ai diversi stimoli suggeriti da ogni isole. Le testimonianze scritte e verbali lasciate dai partecipanti formeranno poi una specie di diario emozionale, che sarà poi ogni volta condiviso da tutti."
"Esemplare in questa direzione è il progetto esposto da Angelo Facchetti (Teatro Telaio, Brescia), nato come laboratorio e poi diventato Arcipelago, un’istallazione, curata insieme a Francesca Franzè, di formazione anche psicologa, che mette al centro il bambino, ai margini gli adulti che non dovrebbero interferire, solo osservare (cosa difficilissima a quanto pare per un genitore). E proprio questa produzione ha aperto nel pomeriggio la rassegna di Como. I bambini sono introdotti con qualche istruzione e guidati sul palco dove trovano una serie di “isole”, minuscole tende “indiane”; i bambini si avvicinano a scelta, in maniera individuale, un “naufrago” alla volta, senza un ordine prestabilito per ogni singola esplorazione, per guardare dentro, perché dentro c’è un oggetto-simbolo, una corda, uno specchio, un caleidoscopio… e un rotolo di carta con una scritta, come una specie di caccia al tesoro: i compiti che vengono assegnati coinvolgono i sensi alternativamente, dal toccare al contemplare, ascoltare… scrivere i propri pensieri o confidarli a voce, su un tema che stimola il bambino a riflettere, a guardarsi dentro, a ricordare, a provare emozioni, secondo la propria natura. Lì una corda per sciogliere un nodo e fare pace con qualcuno, una conchiglia da appoggiare all’orecchio; una lettera o un diario, un bauletto da aprire, un tavolino per immaginare cosa potrebbe succedere attorno; una zattera per pensare a chi si vorrebbe come compagno di viaggio; un letto per narrare i propri sogni; uno specchio chiedendo al bambino di descrivere come è fatto e “cosa ti piace di te” (forse uno dei segmenti di questa creazione dagli esiti più rivelatori, buffi e filosofici), una staccionata per spiegare quale ostacolo si è dovuto superare, una lavagnetta per lasciare un (di)segno di sé. Le parole dette dai bambini vengono registrate e poi selezionate e ascoltate (con il permesso dei protagonisti) la volta successiva. Per cui in questa situazione si sono sentite le voci di altri bambini, di una visita precedente. Bambini che raccontano di una famiglia felice, che già sognano di “avere una casa tutta mia”, che considerano il mondo di fuori crudele, bambini che si piacciono come sono, che sanno che “gli occhi rappresentano la vista e tutto quello che vedi”, che esprimono la visione ricorrente (che è di tutta l’infanzia) di poter volare, che immaginano la morte come una cosa bella, che volutamente sussurrano pensieri incomprensibili… Almeno nelle tracce selezionate. Visto che dominante è l’ambiente famigliare ci si domanda se non sia suggerito oltre dal fatto che sia il più conosciuto, anche dallo spiare dentro un microcosmo, luogo raccolto come la tendina, interno/esterno, una sorta di utero, di approdo felice almeno per i bambini che vengono accompagnati a teatro. Degli altri non si sa, ovviamente. Una bella idea che, da una parte, fa partecipare attivamente il piccolo, dall’altra mette gli adulti nelle condizioni di esclusi dal gioco e dallo spettacolo, come spiare dal buco della serratura un pianeta così unico e complesso come quello dell’infanzia."
"L’installazione “Arcipelago” di Teatro Telaio, curata da Angelo Facchetti e Francesca Franzè (performer Mariasole Dell’Aversana, premio Eolo 2023 come miglior progetto) è ad altezza e dimensione di bambino. Nel cortile di Villa Besana a Sirtori, piccole tende come scrigni, sepolcri, castelli onirici. Dentro ciascuna installazione, illuminata nella notte a creare uno scenario dantesco, un cartiglio: indicazioni come profezie sibilline. I cartigli su un mucchietto di sabbia, arrotolati come mappe di un’isola del tesoro, suggeriscono l’interazione con girandole, fossili, conchiglie, forzieri, specchi, case in miniatura. Siamo chiamati anche noi adulti a riscoprire e attraversare il nostro mondo fanciullo. Prima di naufragare in un anfratto di tappeti. Ascoltando voci remote di bimbe e bimbi, in una sorta di notturno e surreale canto delle sirene."
"Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; […] ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. […] Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo all’Umanità», scrisse Thomas Merton nel 1955. Uno degli aforismi più (ab)usati, sparso qua e là a mo’ di laico sale della fratellanza universale. Dopo settant’anni, ogni giorno abbiamo piena consapevolezza che quel continente, quell’unione tra esseri umani era – tristemente! – una mera utopia, una speranza travestita da verità, cieca di fronte alla realtà della natura umana. Arcipelago, produzione di Teatro Telaio, premio Eolo Award 2023, è uno spettacolo che propone un percorso fatto di piccoli zone di sogno e desiderio – degli stargate spaziotemporali tra l’essere e il sentire – durante il quale si recuperano vista e udito sui sentimenti e sulle emozioni, potendo così dare la propria voce e il proprio spazio alla possibilità di prendere contatto con queste sensazioni così private e diwicili da cogliere, liberandole dal groviglio interiore e modellandole in piccole gesti, azioni da bloccare in forma scritta o brevi audio. Un iniziale momento di raccoglimento, un etereo abbraccio di Mariasole Dell’Aversana, consegna ai bimbi piccole e semplici coordinate di fruizione del percorso per poi procedere all’esplorazione intima di questi scrigni, cullati da un impalpabile sottofondo musicale (cinguettii, note di pianoforte, un battito cardiaco); in ogni tappa, all’interno di una minuscola tenda, una piccola scenografia emozionale, una luce che illumina un cartiglio con un messaggio e un piccolo compito, una richiesta, un pensiero da rivolgere a se stessi. Un viaggio privato, delicato, alla libera alla ricerca del sé e all’interazione con lo spazio interiore ed esteriore. Arcipelago è un insieme di angoli di sogno e magia, piccoli incanti degli occhi che arrivano alla mente e al cuore suggerendo una possibilità serena di dialogo tra i due. E che diventa un autentico macigno nel momento di raccoglimento finale, quando vengono diwusi alcuni messaggi registrati da precedenti piccoli spettatori. Qui capiamo che Arcipelago è uno spettacolo anche per noi adulti: ci sbatte in faccia tutta la nostra superficialità, facendoci accorgere quanto sia importante il ruolo di ascolto e di accudimento dei nostri ragazzi che provano sentimenti spesso (troppo) più grandi delle loro esperienze e delle nostre proiezioni; e capiamo, in questo magnifico istante teatrale, che solo unendoci in una connessione empatica, paritaria e propensa all’ascolto possiamo creare connessioni e ponti e credere di diventare parte di un tutto che si chiama umanità. Arcipelago è un importante spettacolo che va accompagnato nelle scuole e nelle famiglie e che può indicare un diverso, nuovo, ragionamento nel rapporto tra adulto e bambino, tra anima e ragione."
Lo spettacolo è stato selezionato presso i seguenti festival
Vimercate dei ragazzi, Vimercate (Italia) – 2022
Segni new generation festival, Mantova (Italia) – 2022
Festival Andersen, Sestri Levante (Italia) – 2023
I teatri del mondo, Porto S.Elpidio (Italia) – 2023
Festival della mente, Sarzana (Italia) – 2023
Kids Festival, Lecce (Italia) – 2023
Starke Stücke, Francoforte (Germania) – 2024
Brik Festival, Breda (Olanda) – 2024
Cultura Nova, Heerlen (Olanda) – 2024
Kitoks, Vilnius (Lituania) – 2025
Kuss, Marburg (Germania) – 2025
Jega/Cool, Panevezys (Lituania) – 2025
Sementes, Almada (Portogallo) – 2025
FEP-Festival of Ecological Theatre for Children and Youth (Serbia) – 2025
Young Dance Festival, Zug (Svizzera) – 2025
Little Ladies, Little Gentlemen International Children’s Theatre Festival, Ankara (Turchia) – 2026
Vancouver International Children’s Festival (Canada) – 2026
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