Plan-Bi
UN ALTRO MONDO
- Tipologia
- Produzioni
- Regia
- Angelo Facchetti
- Con
- Alessandro Calabrese e Francesca Cecala o Asnesio Bosnic e Massimo Politi

Descrizione
Costruzione di ANGELO FACCHETTI, ASNESIO BOSNIC e ALESSANDRO CALABRESE
Scenografia di GIUSEPPE LUZZI
Scenotecnica di ASNESIO BOSNIC, ALESSANDRO CALABRESE, ANGELO FACCHETTI ed ERIKA NATATI
Costumi di LAURA MONTEFUSCO
Musiche di LAURA FOGLIO
Drammaturgia e regia di ANGELO FACCHETTI
Età consigliata: dai 4 anni
Durata: 50 minuti
In un luogo remoto e inesplorato, come la Terra degli inizi, si affacciano due strani personaggi, che subito devono affrontare sfide e difficoltà. Rappresentano l'archetipo dell'essere umano, novelli uomini primitivi dotati di ingegno e spirito avventuroso. Mentre si immergono nel mondo vergine, scoprono un albero della vita carico di frutti misteriosi.
Attraverso un linguaggio comico e umoristico, senza parole ma ricco di suoni e gesti, i nostri due utilizzano i frutti come pretesto per rivivere l'evoluzione dell'umanità. Dalla scoperta del fuoco all'invenzione dell'allevamento e alla meccanizzazione, fino alla sfida di conquistare lo spazio come moderni Icaro e Dedalo. Tuttavia, l'euforia e l'onnipotenza culminano nel rischio di autodistruzione.
Attraverso il linguaggio universale dell'umorismo e l'uso di immagini suggestive, i due protagonisti, clown- antieroi, ci guidano in un viaggio teatrale che invita a riflettere sul nostro ruolo come abitanti di questo pianeta e a cercare una nuova direzione per il futuro.
Lo spettacolo non intende proporre una tesi contro lo sfruttamento delle risorse, ma piuttosto stimola una riflessione sul modo in cui gli esseri umani possono accedere alle risorse in maniera diversa e alternativa. Una chiamata a rapportarsi in modo diverso alla natura, custodendola e prendendosene cura.
Recensioni
"Angelo Facchetti con la sua consueta perizia, senza parole, con la presenza clownesca di Alessandro Calabrese e Francesca Cecala in “Plan-bi, un altro mondo” di Teatro Telaio reinventa la storia dell'umanità in un mondo di misteriosa sostanza attraverso semplici sorprendenti invenzioni."
(Mario Bianchi, Eolo, Segnali 2024)
“In un giorno non molto lontano, due esploratori sono stati mandati alla ricerca di nuove forme di vita.
Ora sono giunti lontano lontano, dove c’è solo il vento…”.
Inizia così PLAN-BI. Un altro mondo.
Ci troviamo catapultati in un non-luogo e un non-tempo: il vento soffia fortissimo, lo spazio è buio e spoglio, nebbioso, e la luce si accende a intermittenza per mostrare un uomo (che poi diventa una coppia) agganciato a una grossa e pesante scatola. L’effetto è straniante, ansiogeno; le immagini restituite sembrano sequenze affiancate di scatti fotografici che, come in una sequenza di fotogrammi, danno l’effetto dell’avanzata. Un inizio in medias res di grande impatto, che ammutolisce la platea. La curiosità dello spettatore si accende: chi sono queste persone? Dove sono? Che cosa devono fare?
Per tutto lo spettacolo il filo rosso della curiosità razionale verrà mantenuto teso agganciando l’interesse dei presenti, ma le risposte saranno aleatorie: sapremo sempre poco di questa coppia che si muove dando vita a gag slapstick, in equilibrio tra comicità e poesia, che nascono con le semplici armi del mimo e della clownerie, coinvolgendo il pubblico a ritmo di battito di mani. Sapremo sempre, e solo, quello che vediamo: si trovano in un ambiente poco accogliente, in cui le risorse sono limitate e le uniche possibilità di sopravvivenza vengono da elementi dello stupore e della magia: come l’incontro, lungo la strada, con un albero incantato che fa sbocciare fiori e palloncini colorati e accende idee, dinamiche positive e momenti lirici (in una delle parentesi più belle sviluppa un palloncino bianco che diventa una gallina capace di fare anche le uova!).
La scatola trasportata dai due – allestita con elementi rudimentali quali una sirena, un manubrio, una lampada (che diverranno un’antenna capace di ricevere onde radio), una cornetta del telefono – sarà anche capace di trasformare, al ritmo della colonna sonora di MacGyver, i rami dell’albero in ruote, piccole staccionate, …
Plan-bi. Un altro mondo ci mostra come l’uomo contemporaneo, nella ricerca di una possibile sopravvivenza evolutiva sia condannato dalla sua natura ad uno sfruttamento delle risorse naturali per i propri fini immediati, senza ragionamenti in prospettiva sulle conseguenze dei propri comportamenti.
Il finale – il fallimento di una (im)possibile fuga verso un altro mondo; una bambina sale dalla platea per sedersi a contemplare l’albero spoglio; inizia un diffuso cinguettio, mentre l’albero produce un nuovo palloncino – consegna una speranza allo sguardo, sull’esistenza e sulla natura, delle nuove generazioni. La canzone che accompagna questo momento – Fly me to te moon, seguita dai battiti di mani festanti – diventa così non un segno di fuga, ma un augurio affinché, attraverso un nuovo corso dell’umanità, affidato a ragazze e ragazzi, bimbe e bimbi, ci sia spazio per il sogno, lo slancio, la sensibilità.
Uno spettacolo che suggerisce l’utopia come necessità formativa da diffondere affinché, con le armi della sensibilizzazione, un giorno possa passare dalla sfera ideale a quella pratica. Almeno come strumento di misura di sé verso il futuro, verso l’altro."
(Omar Manini, Diario di Bordo ERT FVG, aprile 2025)
"In un futuro non troppo lontano due eroi vanno alla ricerca di nuove forme di vita. Arrivano in un posto tanto, tanto remoto, in cui non c'è assolutamente nessuno. Solo il vento. Inizia così lo spettacolo dedicato alla salvaguardia delle risorse che Teatro Telaio ha prodotto entrando consapevolmente e con decisione nel solco dell'educazione ecologica. In questi giorni le scuole ne hanno assaggiato l'anteprima, ridendo tantissimo e imparando attraverso una metafora poetica il valore dell'ecologia.
Lo show non ha praticamente parole, ma comunica moltissimo. I bambini capiscono che si tratta di una ripartenza da zero con le risorse che si trovano sul proprio cammino. Risorse che possono essere rinnovabili permettendone uno sfruttamento sconsiderato, ma chissà se è davvero così. Forse sarebbe meglio usarle diversamente, con più arguzia e rispetto? Perché anche lì, nella landa desolata, ci sono alberi generosi, ma fuoco legna e frutti a un certo punto terminano, se non ci si ingegna. E l'autodistruzione è dietro l'angolo.
Menzione speciale va senza dubbio alla scenotecnica di Calabrese, Facchetti, Bosnic e Natati, ovvero all'albero delle risorse e al carretto in scena, piccoli capolavori di ingegneria e meccanica che portano in scena effetti speciali davvero magici."
(Sara Polotti, Giornale di Brescia, 12 aprile 2024)
"Per piano B si intende un programma, una strategia, che viene ideata per prudenza, nel caso il piano A non vada a buon fine. Ma è sempre possibile realizzarlo? Quando si arriva al punto di non ritorno? Davvero ci si può fermare e cambiare rotta quando si scopre un mondo nuovo? Sono queste le domande che nascono assistendo a "Plan-Bi".
La scena è una landa desolata, non ci è dato sapere se passata o futura, spazzata da un fortissimo vento. Ad addentrarsi due esploratori: Plan e Bi. Nessuna parola, solo versi e mimica e l'ausilio di uno straordinario carretto delle meraviglie.
Il viaggio dei due comici protagonisti prende avvio con la scoperta di un albero della vita, carico di fiori e frutti misteriosi, che diventano il fulcro di un'espolrazione divertente e profonda. I frutti si fanno simbolo dell'evoluzione umana: dalla scoperta del fuoco all'era moderna della meccanizzazione, passando per l'invenzione dell'allevamento e il sogno di esplorare lo spazio. Allo stesso tempo i protagonisti rappresentano due facce della stessa specie: l'uomo. Da una parte curioso tanto da diventare quasi avido nello sfruttamento delle risorse presenti (i fiori e frutti dell'albero) e dall'altra ignaro delle conseguenze ma sensibile agli errori commessi.
Uno spettacolo che, con leggerezza e umorismo, porta a riflettere anche i giovanissimi spettatori. Le risorse ci sono e, magari, paiono infinite, ma non lo sono. Si può convivere in maniera più rispettosa dell'ambiente che ci circonda? E' possibile scoprire ed evolvere senza andare a ledere la natura? Tante domande aperte e, dai piccoli, tante risposte e riflessioni nei confronti di un messaggio di speranza per un mondo migliore."
(Giada Ferrari, Bresciaoggi, 17 aprile 2024)
Plan-Bi è stato selezionato presso i seguenti Festival:
Segnali, Milano - 2024
PROGETTO NEXT - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo (Regione Lombardia) Edizione 2023/2024
Il presente spettacolo rientra nel progetto sostenuto da PNRR, M1C3 - INVESTIMENTO 3.3 – Sub-Investimento 3.3.4 – Promuovere l'innovazione e l'eco-design inclusivo, anche in termini di economia circolare e orientare il pubblico verso comportamenti più responsabili nei confronti dell'ambiente e del clima, realizzato grazie alla collaborazione con Fondazione Cogeme ETS e Associazione Terre della Franciacorta. Scarica qui il materiale.
Foto di scena e trailer video di FABRIZIO GUARISCO
Un ringraziamento particolare a Ivan Ettori per la consulenza tecnico-idraulica, a Cristian Crosatti e Zoe Bolzonella per la collaborazione scenografica in fase di allestimento.
