Teatro Telaio
Teatro Ragazzi   >

Teatrino DigitAle

Tipologia
Produzioni

Descrizione

Spettacolo teatrale per una faccia e due dita.

da una idea di ALESSANDRO CALABRESE e ANGELO FACCHETTI
con il ditAttore ALESSANDRO CALABRESE e le sue dita

oggetti di scena e musiche ALESSANDRO CALABRESE
assistente scenografa SILVIA CECILIOT
sarta LAURA MONTEFUSCO
realizzazione contributi video GIACOMO REBUZZI
consulenza informatica MICHELE TOMASONI
drammaturgia e regia ANGELO FACCHETTI

Spettacolo selezionato da NEXT - LABORATORIO DELLE IDEE PER LA PRODUZIONE E LA PROGRAMMAZIONE DELLO SPETTACOLO LOMBARDO - EDIZIONE 2021/2022
realizzato con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo

Età consigliata: dai 3 agli 8 anni

Durata: 40 minuti

All'interno di una piccola baracca per burattini vivono e appaiono, scomposte e apparentemente non collegate tra loro, le parti di un attore in carne e ossa che non percepiamo mai per intero. Attraverso il boccascena del minuscolo teatrino vediamo dapprima solo un paio di dita, poi il viso, mentre il resto del suo corpo è celato alla vista dei piccoli spettatori. La cornice è creata dalle due dita protagoniste, gli indici delle mani ribattezzati Undito e Secondito, pronti a litigare tra di loro ma muti quando appare l’attore, loro padrone.
Le due dita sono in teatro per aiutare l’attore a raccontare tre storie: tre brevi “spettacoli” ispirati a libri illustrati per l'infanzia che riflettono, nell'ordine, sui concetti di attesa, lo sguardo dalla finestra (o dallo schermo), la ribellione: concetti “adulti” che, in questo periodo, sono divenuti prepotentemente e più o meno consapevolmente usuali anche per i bambini.

Lo spettacolo ha l’obiettivo di portare dal vivo il frutto di alcune sperimentazioni nate online con i bambini, in una sorta di catartico abbattimento della “quarta parete” dello schermo. Nei laboratori abbiamo giocato con i bambini per creare delle interazioni basate sugli oggetti e alcune parti del corpo, in particolare le dita e il viso, in primo piano e in dialogo con chi stava dall’altra parte dell’inquadratura. Abbiamo riflettuto sui concetti di presenza e contemporaneità, sull'esserci anche se in realtà non ci siamo per davvero, sullo stare assieme anche se non si condivide lo stesso spazio. Lo schermo come una sorta di finestra attraverso la quale guardare il mondo, ma una finestra interattiva, quasi fisica, che si anima e che posso attraversare, perfino.

Da queste suggestioni è nata l’idea di uno spettacolo che, dal vivo, vuole porsi in una condizione di maggiore prossimità rispetto ai piccoli spettatori, con rappresentazioni che possono essere replicate anche classe per classe.
Al posto della cattedra, una baracca e, ai margini di un piccolo palco in legno, come protagoniste, le due dita che dialogano direttamente con il pubblico e con il volto del loro “manovratore”. Queste si relazionano con quel volto secondo lo schema classico del direttore e dell'augusto e, seguendo le istruzioni del loro “padrone”, come due guitti, si trasformano nei personaggi delle storie che il volto racconta.
Le dita protagoniste dello spettacolo, oltre a mettere in scena le singole vicende, le osservano dall'esterno e tramite esse maturano una loro presa di coscienza: al termine dello spettacolo decideranno di ribellarsi al loro padre padrone che le comanda a bacchetta come un vero e proprio ditAttore.

Recensioni

"Alessandro Calabrese e i bambini: un amore senza fine. L'attore che milita tra le file del Teatro Telaio ha una mimica così speciale da ipnotizzare il pubblico più piccolo (e anche i grandi) ogni volta che si trova sul palcoscenico. (...)
Si tratta di un teatro dei burattini, classico, romantico e affascinante, oltre che meccanicamente magico: le dita di Calabrese, insieme al suo volto che compare dalle quinte proprio come faceva il suo antenato Topo Gigio in tivù, si muovono lungo il boccascena e illustrano tre storie divertenti ed educative ispirate ad alcuni racconti per l'infanzia, che catturano i piccoli occhi e le piccole orecchie.
C'è la vicenda di Ping e dell'imperatore della Cina che chiede ai sudditi di coltivare il fiore più bello per designare il proprio successore; ci sono le lettere inviate dai pastelli ad Alessandro, per esprimergli i propri sentimenti; e infine la storia del grande cervo e dei suoi amici animali, che temono l'arrivo del lupo svelando, alla fine, una sorpresa che fa sbellicare tutti.
L'idea dello spettacolo è dello stesso Calabrese insieme ad Angelo Facchetti, che cura anche la regia: il risultato è una produzione diversa dal solito, che riprende la semplicità del racconto tramite marionette per introdurre i bimbi e le bimbe (della materna, idealmente) al mondo del teatro, mostrandone le potenzialità narrative e scatenando risate e risposte. (...)
La baracca dei burattini non è dunque qualcosa di polveroso e superato: basta ascoltare le reazioni del pubblico per ricredersi."

(Sara Polotti, Giornale di Brescia, 24 gennaio 2022)

"Coinvolgimento e risate di grandi e piccini, la miglior critica spontanea del pubblico. Il responso non può che essere uno: stupendo.
Il Teatro Telaio torna a colpire nel segno con l'esilarante "Teatrino DigitAle".
Uno spettacolo per una faccia e due dita. Le uniche parti visibili di un attore in carne e ossa che ben si guarda dal farsi vedere nella sua interezza, ma che non si risparmia nel comandare a bacchetta i suoi indici. Protagonisti che raccontano e si raccontano, portando sul micropalco, ricavato da una baracca per burattini, le minuscole scenografie delle tre storie.
Brevi rappresentazioni che, con semplicità, ironia e spirito umoristico, conducono gli spettatori a riflettere sull'attesa, il coraggio e l'onestà, sull'amicizia, la fiducia e su una sana e innocente ribellione. Concetti adulti ma profondamente usuali, più o meno consapevolmente, anche tra i bambini che hanno assistito con entusiasmo all'ultima fatica del Teatro Telaio."

(Marta Giansanti, Bresciaoggi, 25 gennaio 2022)


Backstage
Qui potete trovare un breve video che mostra i tempi di montaggio dello spettacolo, l'ingombro della scena e la modalità di fruizione da parte del pubblico. 

foto di scena di MARIO BARNABI
trailer video di DAVIDE MANFREDI
backstage a cura di FABRIZIO GUARISCO
progetto grafico di ALICE FERRARI

Si ringrazia il Canossa Campus di Brescia per la cortese ospitalità