Teatro Telaio
Il Telaio di sera   >

Following IAGO

Tipologia
Produzioni
Regia
Angelo Facchetti
Con
Alessandro Mor

Descrizione

PROGETTO NEXT 2014 Laboratorio delle Idee (Regione Lombardia)
LO SPETTACOLO HA OTTENUTO NEL 2018 IL PATROCINIO DELL'ACCADEMIA EUROPEA DI SCIENZE CRIMINOLOGICHE E FORENSI


con ALESSANDRO MOR
e la partecipazione in video di MICHELE D'AQUILA, MASSIMO POLITI, ABDERRAHIM EL HADIRI e UTA KARGEL
drammaturgia di ANGELO FACCHETTI da W. Shakespeare
scene e video di GIUSEPPE LUZZI
scenotecnica di MAURO FACCIOLI
regia di ANGELO FACCHETTI


Si ringraziano il dott. PAOLO MAZZINI per la consulenza psicologica, DARIO PASOTTI per la consulenza video e il CANOSSA CAMPUS DI BRESCIA  per la preziosa ospitalità.
Si ringrazia inoltre CRISTIANO BELLI della Coop. DiRete.

Sponsor tecnico FasterNet

Età consigliata: dai 14 anni




Una rilettura contemporanea dell'Otello di Shakespeare per parlare di relazioni, invidie, gelosie e stati d'animo che inducono al desiderio di vendetta e di prevaricazione.
Protagonista, questa volta, Iago che prende la parola per raccontare la sua versione dei fatti, cioè il punto di vista del persecutore, della mente spietata che muove chi gli sta intorno come fosse il suo branco.
È lui il sibillino tessitore di false voci e dicerie abilmente architettate, che fa cadere ad uno ad uno i suoi avversari, che conquista la fiducia di Otello allo scopo di farlo precipitare dall’alto del suo successo, che sacrifica l’innocente Desdemona, colpevole di avergli preferito i suoi avversari.
Il centro attorno a cui ruota il suo universo di senso, quasi come una falena attirata dal fuoco, è l’onore, o, detto in termini contemporanei, l’immagine: qualcosa che non si può rubare per sé, ma, se tolta al proprio avversario, lo annichilisce. In questo sta la sua universalità: anche oggi possiamo immedesimarci in Iago e comprendere il suo desiderio di rivalsa, ma sta a noi e alla nostra volontà decidere se agire per distruggere o per costruire.
In scena un attore e le sue proiezioni mentali, il suo delirio solipsistico e le trame del suo piano che si materializzano come una partita a scacchi sugli schermi. Schermi che sono scenografia ma allo stesso tempo fisica proiezione interiore di beckettiana memoria e metafora del prolungamento “virtuale” che ci circonda: un ambiente in cui si spia e si è spiati, si segue il branco in maniera passiva e inconsapevole, senza interrogarsi su chi sia e cosa provi realmente la vittima. La funzione della luce non è quella di illuminare, ma di confondere; la musica, pervasiva, si sovrappone alle parole, e incatena gli spettatori con le sue vibrazioni.

NOTE DI REGIA
Ci è sembrato interessante utilizzare un’opera teatrale classica per avvicinarci ad un argomento, così apparentemente “moderno”, come quello dei rapporti di prevaricazione, tra adolescenti come tra adulti. La forza della parola shakespeariana, che ha saputo giungere intatta, potente ed evocativa anche ai nostri giorni, non fa altro che mostrare come “nulla ci sia di nuovo sotto il sole”, ma tutto sia, da sempre, insito nella natura umana che solo attraverso la cultura e l’educazione può essere resa cosciente di sé e plasmata. Al pubblico non si vuole offrire né una cronaca della situazione attuale né, tantomeno, soluzioni o consigli, perché per questo vi sono mezzi e modi più adatti del teatro. Al pubblico si vuole offrire una metafora. E, oltre al racconto di Otello, l’uso del teatro diviene esso stesso metafora: perché ambiente in cui le azioni avvengono realmente e non virtualmente e perché luogo in cui l’immedesimazione ci spinge a un grado di coinvolgimento profondo. Infine il teatro come forma di espressione comunitaria, da cui nasce quella forma di condivisione che i greci chiamavano catarsi, contrapposta ad uno degli effetti devastanti di tanti rapporti socialmente deviati: l’ostracismo di un singolo da parte di una comunità, reale o virtuale che sia.

Mor dice questo Shakespeare con limpida modernità, si muove per il palcoscenico con abilità da danzatore” (P. Carmignani, Giornale di Brescia 26/02/2015).

Alessandro Mor riesce a renderlo (Iago) molto vicino a noi con un’interpretazione attenta e misurata che mette in risalto la sua normalità” (F. De Leonardis, Bresciaoggi 28/02/2015)

"La regia di Angelo Facchetti non crea una sorta di vicenda parallela, ma rimane fedele al telaio testuale, lavorando di fino sui dettagli: scava nel sottosuolo del personaggio, mette in risalto i coni d'ombra di un uomo comune, gioca con la relatività e l'assoluto, con l'arbitrarietà del senso dell'onore, alludendo ad un'epoca ad alta esposizione (la nostra ovviamente), in cui gli altri ci guardano e i followers sono più importanti delle persone. Solo sulla scena, ma interattivo tramite video, Alessandro Mor fornisce una prova all'altezza, ricordandoci in calce che la nostra storia siamo noi" (N. Dolfo, Corriere della sera 19/01/2016)

Following Iago è stato selezionato presso il Festival L'ultima luna d'estate - edizione 2016, Lecco.

Foto di scena di ANGELO FACCHETTI

ESIGENZE TECNICHE
Area minima richiesta: apertura 6m, profondità 4m, altezza 4m.
Carico elettrico minimo: 6 kw, attacco 380V trifase, presa pentapolare (3 fasi + neutro + terra).
Montaggio: 4 ore circa
E’ fondamentale l’oscurabilità dell’ambiente.
Durata dello spettacolo: 60 minuti


Recensioni