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Il Teatro Telaio è nato nel 1979 a Brescia ad opera di Angelo Pennacchio ed Emanuela Cucchi. Raccolti alcuni amici, soprattutto studenti e universitari, attorno all’idea di un teatro umanamente e socialmente necessario, la compagnia debutta con l’allestimento del notissimo testo di Saint-Exupéry, Il piccolo principe. Nei primi due anni la compagnia svolge un intenso lavoro di apprendistato, attraverso numerose ospitalità (in un periodo in cui a Brescia non compare molto della nuova scena teatrale) che offrono l’opportunità, oltre che di mostrare spettacoli, di proporre corsi, stage e laboratori. Gli incontri e le opportunità artistiche che ne derivano (tra i molti ricordiamo i peruviani Cuatrotablas e Mario Delgado Vasquez, l’Odin Teatret, il Roy Hart Theatre, il Teatro Tascabile di Bergamo, Els Comediants, il Teatro Potlach, l’OutOff, il Teatro della Valdoca) indirizzano la compagnia verso una metodologia e una poetica riconducibili in senso lato all’alveo dell’allora cosiddetto Terzo Teatro. Il terreno culturale cattolico da cui la maggioranza dei componenti la compagnia proviene spinge il Telaio a confrontarsi con il teatro di origine religiosa (ed ecco la rappresentazione della Via Crucis di H. Gheon, nell’81) e a proporre spettacoli legati a temi di attualità, come il recital-concerto Norwid-Chopin del Teatro dell’Arca nel periodo di Solidarnosc. Nel 1982 viene costituita l’Associazione culturale e teatrale Teatro Telaio, che arriva presto a raccogliere una cinquantina di soci, causando una dilatazione dell’attività in direzioni diverse. Nasce allora un centro culturale che in tre anni molto intensi organizza corsi, conferenze, mostre fotografiche, esposizioni di pittura e grafica (menzioniamo almeno la presentazione delle incisioni originali del Miserere di Roualt), concerti. Il nucleo teatrale fondatore contemporaneamente inizia un’indagine sul mito nella cultura contemporanea, interesse che a più riprese affiorerà nell’itinerario della compagnia, mantenendo tuttora una sua vivacità: il primo passo in tal senso, nell’82, è l’allestimento di Kalevala, dedicato alla poesia e all’epica finnica e invitato alla prima edizione della rassegna Dentro e fuori le mura, organizzata dal CTB nella primavera ’83. Il secondo passo segna un cambiamento nella direzione di lavoro: nella primavera ’85, dopo il debutto di Canto di morte di Kyndylan, un'elaborazione originale su documenti poetici ed epici di area celtica, la compagnia teatrale decide di condurre un percorso autonomo dal centro culturale, che prosegue per qualche tempo la propria attività con una diversa denominazione. La separazione tra i due filoni di attività causa un diverso impulso e la compagnia teatrale subisce una trasformazione in senso professionale: nell’87 Il Telaio si costituisce in cooperativa e inaugura le prime iniziative nel campo della programmazione, organizzando per tre edizioni Sonavan...le vie dintorno, festival internazionale di teatro musica e danza, in collaborazione con il Teatro Tascabile di Bergamo, parallelamente a Brescia e a Bergamo. Il festival, inserito nelle manifestazioni estive del Comune di Brescia, si caratterizza per il deciso utilizzo di piazze, cortili, parchi, palazzi della città, fatto allora poco consueto, ottenendo un notevole successo, fino a cessare dopo la terza edizione per il venir meno del contributo del Comune. Alcune fra le ospitalità delle tre edizioni del festival: Akademia Ruchu (Polonia), Bekereke e Tartana (Spagna), Chho di Purulia, Kerala Kathakali Troupe e Seraikella Group (India), Sabri Brothers (Pakistan), Gnawa (Marocco), Dervisci di Konia (Turchia), Harmonic Choir (Usa), Marceline Lartigue, Royale de Luxe e Theatre del’Unité (Francia), Gerlinde Lambeck (Germania), Theatre Impopulaire (Belgio), Mago Povero (Italia). Al di là del festival le ospitalità internazionali continueranno in altri contesti fino al ’91, vedendo a Brescia compagnie tibetane, indonesiane, giapponesi, indiane, sudamericane. Nello stesso anno (’87) iniziano Domenica per le famiglie, rassegna festiva dedicata principalmente ai bambini (presso il Teatro S. Afra), e Dietro la lavagna, un embrionale circuito provinciale che colloca gli spettacoli nelle scuole stesse; entrambe tuttora vive, sotto altra denominazione. Inizia così allora l’attenzione al mondo dell’infanzia e della scuola che caratterizzerà sempre più il volto del Telaio, anche in virtù dell’affiorare di alcune specifiche competenze all’interno della compagnia. Si apre altresì un’attività di interventi laboratoriali nelle scuole, che producono alcuni allestimenti e costituiscono materiale di base per il definirsi di modalità di lavoro che otterranno sempre più favore giungendo a costituire un tratto caratteristico del Telaio. Alcuni di questi interventi, nel triennio ‘93-’95 a Provaglio, nel ’96 a Rodengo, nel’97-’98 a Cortefranca, nel 2000 a Erbusco, nel 2001-’02 a Torbole, Roncadelle e di nuovo a Provaglio, ottengono esiti didatticamente interessanti e i materiali inerenti vengono pubblicati su riviste specialistiche come Scuola italiana Moderna, Anthropos, Noi Genitori. Vengono svolti inoltre, da allora, parecchi laboratori di aggiornamento degli insegnanti, per l’Editrice La Scuola e l’IPRASE del Trentino. Il ’91 è un anno cruciale per il Telaio: per la morte di Emanuela Cucchi e per l'arrivo di Pietro Arrigoni, attore e regista. Viene inaugurato allora un filone produttivo specificamente rivolto all'infanzia, che vedrà realizzato un ciclo di spettacoli "didattici", cioè molto legati alla programmazione delle Materne e del Primo ciclo elementare: nel ’91 Gocciolino, nel ’92 L’ombra di papà, nel ’93 Storie della sera, nel ’94 Omino di carta, nel ’98 Pangea a chiudere provvisoriamente questo percorso. Nel ’95 Giga, nel ’97 Lijendes (basato sulle storie dei Fanes, leggendario popolo abitante le Dolomiti in un antico tempo mitico), nel 2000 La fine dell’inverno (tratto da “Il leone la strega l’armadio” di C. S. Lewis), segnano invece un’attenzione a una fascia scolastica più alta (secondo ciclo Elementari, Medie inferiori), così come alcuni progetti produttivi particolari: nel ’94 L’annuncio fatto a Maria di Claudel, con la regia di Giuseppe Marchetti, nel ’95 La signorina Julie di Strindberg e nel ’96 Donne guerra (commedia di Brasch), entrambi con la regia di Pietro Arrigoni. Nell’estate 2002 viene riproposta una riedizione di Lijendes, collocata nei luoghi naturali che hanno originato i suoi contenuti, in Val di Fassa. Il debutto di Storie della sera nel dicembre ’93 vede inoltre l’inaugurazione del Teatro Telaio di Via Calatafimi a Brescia come sala pubblica: si tratta di un edificio storico, il vecchio refettorio del convento delle Grazie, oggi conosciuto come Santuario, restaurato e attrezzato come piccola sala teatrale (un centinaio di posti) dal Telaio. La sala, anche per la conformazione della tribuna, rapidamente riducibile a un ingombro minimo, si caratterizza da subito per programmazioni particolari del Telaio (ad esempio, Giardini di Marzo, rivolta specificamente alle scuole della città, fino alle superiori), ma anche di compagnie e gruppi giovani o esordienti e per spettacoli di dimensioni ridotte (di danza, poesia o musica acustica). Dal 2005 al 2008 Teatro Telaio ospita una rassegna particolare, 17 al Telaio, organizzata in collaborazione con Danzarte e L’altro suono e finalizzata all’incontro e confronto fra gli artisti ospitati e il pubblico, in un clima conviviale. Vede, inoltre, prove e debutti degli spettacoli del Telaio. Su specifica richiesta dell’Assessorato alla P. I. del Comune di Brescia nel ‘97 le programmazioni rivolte alla scuola e all’infanzia (Domenica per le famiglie e Dietro la lavagna, 11 edizioni, Giardini di marzo; 3 edizioni; solo Natale a Teatro, sette edizioni, mantiene la vecchia denominazione all’interno della Stagione) vengono accorpate in una vera e propria stagione di teatro ragazzi, che viene intitolata Storie storie storie , giunta quest’anno alla dodicesima edizione. La crescita è continua: l’edizione 2002 ha raggiunto una settantina di repliche (parte riservate alle scuole, parte aperte al pubblico delle famiglie) alcune delle quali decentrate in provincia e un totale di oltre 16.000 presenze. Nel 2005 un cambio di rotta: una maggior attenzione al livello qualitativo e un impulso accentuato al decentramento degli spettacoli in sedi provinciali (Calcinato, Castegnato, Castelmella, Pontoglio, Provaglio d’Iseo, Rezzato). Nel 2000 si aprono due nuove programmazioni estive: un festival internazionale di teatro ragazzi e giovani di Sebino e Franciacorta, che assume il titolo de Il canto delle cicale. In nove edizioni passa dal coinvolgimento di sette comuni (con un cartellone di sedici recite), a quattordici (ventitre recite) interessando, oltre a questi, l'Amministrazione provinciale, la Regione Lombardia, la Comunità Montana del Sebino e attingendo anche a finanziamenti privati; una distribuzione di spettacoli di figura, un’altra passione della compagnia, svolta in collaborazione con la Fondazione Ravasio di Bergamo, sotto il nome di Borghi e burattini, in collegamento con Burattini senza frontiere, una sorta di federazione internazionale di festival analoghi dell’arco alpino, dalla Slovenia alla Francia. Nel 2003 viene inoltre progettata, su richiesta di alcuni comuni aderenti al Festival estivo, una nuova programmazione, Racconti d’inverno, rivolta al pubblico infantile e delle famiglie, in orari pomeridiani e festivi, che giunge quest’anno alla settima edizione. Nel 2001 inizia un ciclo produttivo volto a indagare il rapporto fra teatro e letteratura per l’infanzia, tramite interventi di laboratorio nelle scuole e allestimento di spettacoli tratti da testi per l’infanzia. Debuttano così: Viaggio nella notte blu, della scrittrice Bimba Landmann, nel 2002; Buonanotte Piccolo Sonno, di Beatrice Masini e Antongionata Ferrari, nel 2003; Valentina e il mostro, di Monika Weitze e Lucia Scuderi, nel 2005; Verso la luna, da Lucia Scuderi, nel 2007; Abbaiare alle nuvole, nel 2008. Alla sezione Teatro e Letteratura si è aggiunta quella dedicata all’ambiente, che include: - Leggende - la montagna racconta (2004), spettacolo fortemente suggestivo teso alla valorizzazione di luoghi e siti naturali inconsueti; - Leggende d’acqua (2006), su una scelta di storie alpine e di ambienti acquatici; - L'orco, la fenice, l'elfo (2008), spettacolo itinerante rappresentato soprattutto in luoghi naturali, come paludi, boschi, colline. Un'altra sezione, infine, è quella dedicata al folklore, costituita da titoli nati dalla felice collaborazione con Crucifixus – Festival di Primavera: - La fretada dei apostoi (2004), percorso teatrale nelle tradizioni della cultura rurale e contadina che traggono ispirazione da detti, leggende e storielle raccontate, tra vino e salame, nell’osterie della Valle Camonica; Santi e Briganti (2005) ispirato ad alcune storie di santi medievali. |
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